“La compassione non è qualcosa che una persona sente per un altro, ma è piuttosto qualcosa che compare, quando si iniziano a vedere gli altri come se stessi”. Amma

compassion_2Quando abbiamo dei problemi con noi stessi, significa che abbiamo problemi con il nostro sé che non sa, con il nostro ego, e quando abbiamo problemi con gli altri, non abbiamo problemi con loro, ma con il loro ego. L’ego si manifesta come e egoismo e l’egoismo a sua volta si basa sulla paura, che ci impedisce di vedere chi veramente siamo. Come lavorare sull’ego, l’abbiamo visto nei capitoli precedenti.

Se ci guardiamo intorno, vediamo che è l’egoismo a provocare tutte le miserie del mondo.

Viviamo in un generale benessere mai raggiunto prima, in un lusso che neanche i re conoscevano, abbiamo assistenza medica per ogni tipo di evenienza e siamo coperti di assicurazioni; ma abbiamo degradato la terra, la natura e i suoi esseri, facendoli diventare “cose” senza vita, riducendo tutto secondo il nostro impietoso egoismo. Persino sotto la minaccia dell’acuta crisi attuale, a cui ci hanno portato i nostri modi di agire, sembriamo come paralizzati e del tutto incapaci di modificare il nostro comportamento. Come abbiamo già accennato prima, è nota a tutti, la grave situazione provocata dall’inquinamento dell’aria, della terra e delle acque, nonché della perdita delle foreste e dell’estinzione di numerosi animali. Abbandonandosi alla propria ingordigia, l’uomo distrugge il suolo stesso che lo mantiene in vita.

A questa attività distruttiva si è accompagnato un crollo dei valori morali, con un conseguente deterioramento della salute e della vitalità della gente. Questa è la vera mancanza, questa è la vera povertà, in questo cambio energetico, ognuno di noi deve tornare nel centro del proprio cuore, solo così, ognuno nel suo piccolo, potrà dare fine alla crisi.

Se proviamo a portarci nel centro del cuore, diventiamo, lentamente consapevoli, che ogni essere prova sentimenti e che ogni essere senziente, può sentire in sé anche il sentimento di un altro. Vogliamo essere felici, ma facciamo tutto quello che procura sofferenza.

Se concediamo anche a ogni altro essere, e a ogni altra persona, ciò desideriamo per noi stessi, nasce una nuova vita. Cambiando il nostro atteggiamento interiore, facciamo il primo passo, ma se vogliamo proseguire su questa via, dobbiamo cambiare anche il nostro modo di agire. Chi ne diventa consapevole, può improvvisamente vedere anche il vero essere di un altra persona, abbandona così il campo di battaglia, depone le sue armi e la sua armatura e diventa capace di percepire l’altro come persona che prova sentimenti. Può sentire, almeno fino a quando non ricade nei suoi vecchi schemi mentali, che anche l’altro desidera per se stesso, solo di essere felice e di non essere ferito. Nasce cosi, una profonda comprensione, una reale compassione e la consapevolezza secondo il quale, tutti abbiamo gli stessi bisogni.amore compassione

Nella nostra esperienza quotidiana, chi aiuta, di solito, crede di saper già di che cosa abbia bisogno l’altro. E’ l’ego in questo caso, di chi aiuta, che agisce e che viene ferito se i risultati sperati non sono raggiunti. Vorrei citare una frase di Sylvie Galland, a proposito delle relazioni : “Ci può essere intimità solo se riusciamo a rivelare le nostre debolezze, se ognuno di noi offre la possibilità all’altro di accedere alle proprie mancanze. Le relazioni possono cosi farci da psicoterapia, se, con l’aiuto di una comunicazione profonda, riescono a farci scoprire, che cosa proiettiamo sugli altri e quali sedimentazioni profonde egli risvegliano in noi”.

L’altro, e non noi stessi, è il centro a cui riferirsi per agire come se fosse un altro nostro tu.

Anche se la compassione delle piante, degli animali e dei minerali, ha un’altra qualità rispetto a quella degli esseri umani, possiamo osservare che la capacità di provare compassione, è comune a tutte le forme di vita. La compassione fa parte della nostra natura, dobbiamo solo avere il coraggio di praticarla, lasciando andare le paure, per portare alla luce, ciò che c’è già.